Il 70% della popolazione italiana è sotto i livelli minimi di vitamina D nel sangue con grave rischio di osteoporosi. Per le persone ospedalizzate la percentuale sale anche al 100%” (Fonte fondazione veronesi)
La vitamina D è l’unico nutriente che il tuo corpo produce quando esposto alla luce solare. Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile fino alla fine di settembre, la maggior parte delle persone può produrre tutta la vitamina D di cui ha bisogno attraverso la luce solare sulla pelle e una dieta equilibrata.
Durante l’autunno e l’inverno, è consigliato assumere vitamina D dalla tua dieta perché il sole non è abbastanza forte da consentire al corpo di produrre questo micronutriente.
Un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo sarebbe il giusto quantitativo giornaliero per un anziano, ma il suo sapore è davvero poco gradevole…
Troviamo la vitamina D anche nei pesci grassi come salmone e sgombro, che con 150 grammi di prodotto coprono il fabbisogno giornaliero, oppure nel succo d’arancia, nelle uova, nel fegato e nei formaggi, ma la quantità di vitamina D è così scarsa che bisognerebbe mangiare questi cibi in quantità troppo elevata, ecco perché è difficile assumere abbastanza vitamina D dal solo cibo.
Data la difficoltà di assunzione attraverso il solo cibo, tutti (comprese le donne in gravidanza e che allattano) dovrebbero prendere in considerazione l’assunzione di un integratore giornaliero di vitamina D durante l’autunno e l’inverno.
La vitamina D va assunta quando è dimostrata la carenza nel sangue.
Basta sottoporsi a un’analisi del livello della “25 idrossivitamina D” nel sangue o di “25 (OH)D” per sapere se si è in carenza o no. Se il dosaggio risulta essere inferiore a 75 nmol/L oppure a 30ng/L, a seconda dei sistemi utilizzati, occorre intervenire.











